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L'Esperto Risponde
a cura del Dott. Roberto Magni

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Domanda: Egregio Dottore,
al mio bambino, Tommaso, di 2 anni e mezzo, è stata diagnosticata un’esotropia essenziale congenita all’età di 1 mese e mezzo.
Dai 7 mesi porta degli occhiali che ipercorreggono una leggera ipermetropia (lenti +3).
Attualmente pare che utilizzi indifferentemente entrambi gli occhi e le visite oculistiche effettuate finora non hanno evidenziato difetti visivi, a parte, naturalmente, i problemi ortottici.
Vorrei sapere se con l’autorefrattometro binoculare è possibile verificare eventuali difetti visivi che possano far prevalere, in un futuro, un occhio rispetto all’altro e che con i tradizionali metodi di screening non è stato possibile individuare fino ad adesso.

RingraziandoLa Le porgo i miei migliori saluti,
Deborah

Risposta: Gentile Signora Deborah,
l'esotropia congenita oggi può essere trattata con la tossina botulinica con successo entro i sei mesi di vita, è un difetto serio ma se trattato opportunamente si può ragionevolmente risolvere.
La diagnosi è facile dal momento che i genitori se ne accorgono.
Il problema nasce a volte dal fatto che familiari o parenti a volte consigliano di aspettare a far visitare il bambino perche' si pensa che questo disturbo passi da solo.
Dopo la diagnosi, se non viene fatta la tossina botulinica, si procede con l'occlusione alternata dei due occhi per essere sicuri che il bambino usi correttamente ciascun occhio.
La prescrizione di occhiali è indispensabile per consentire un ripristino della funzione visiva in ciascun occhio.
L'autorefrattometro binoculare non è utile in questo caso, dal momento che tale strumento è utile se serve fare una diagnosi precoce dei disturbi visivi, anche dello strabismo, ma in questo caso la diagnosi è così facile che la fà la mamma.

Un cordiale saluto
Roberto Magni
PS dopo l'intervento è importantissimo che si valuti se il bambino ha bisogno di occhiali ( o di lenti a contatto)

Domanda: Dott. re ho un problema
La mia secondogenita Valentina nata il 22 maggio 2008 ha una cataratta congenita monolaterale
Io sono di Pescara ma siamo andati al Bambin Gesù dal Prof. Vadalà che la opererà il 17 luglio
Le mie domande sono queste:
1. quanti gradi recupererà all´occhio operato?
2. che problemi può avere la bimba?
3. prima di operarla le faranno qualche esame all´occhio (Tipo eco, ecc)
4 . come sarà la sua vita?
5 . mi posso fidare solo del parere del Prof. O devo andare altrove, magari all´estero?

Grazie mille
Un genitore disperato
Alessio
Risposta: Caro Signor Alessio,
per motivi tecnici non ho potuto risponderle prima, il professor Vadalà e una persona esperta che gode della stima non solo mia, ma anche degli oculisti che indirizzano a Lui casi simili.
Invece è molto difficile sapere quale sarà l'evoluzione della vista nell'occhio che presentava la cataratta. una cosa che si deve tenere presente è che la cataratta monolaterale è un evento rarissimo e potrebbe essere dovuto ad una infezione dell'occhio che può avere leso altri tessuti, l'altro elemento è la rapidità della diagnosi e dell'intervento, più tempo passa dalla nascita all'operazione e peggiore è il quadro che ritroveremo quando verso i tre anni potremo fare l'esame della vista, ma l'elemento veramente rilevante è quanto era densa la cataratta, nella maggior parte dei casi che ho visto io, la cataratta non era completa. La vita della bambina in ogni caso sarà una vita normale.
Come padre voglio darle un consiglio, non si angosci a pensare se e come può evolvere il quadro, ma si affidi fiducioso alle cure del Professor Vadalà.
Un cordiale saluto
Roberto Magni
PS dopo l'intervento è importantissimo che si valuti se il bambino ha bisogno di occhiali ( o di lenti a contatto)

Domanda: Gentilissimo dottore,il mio principino di 5 anni e mezzo porta non solo gli occhiali ma anche la benda x curare l'occhio pigro. Tutto questo dal mese di agosto. Crede che con il tempo tutto si possa risolvere nel migliore dei modi senza ricorrere ad alcun intervento? La ringrazio anticipatamente Flora.
Risposta: Gentile signora, la terapia antiambliopica se correttamente eseguita, consente di riabilitare un occhio ambliope in tempi più brevi di quanto da Lei descritto, Lei parla di intervento, evidentemente vi è anche strabismo; in quest'ultima evenienza il problema non è "se il bambino debba o non debba essere sottoposto ad intervento per strabismo" ma il problema è "se guarda indifferentemente con ciascun occhio", cioè se alterna. Se alterna il problema è virtualmente risolto e nelle mani di un buon chirurgo, le cito ad esempio il Professor Paolo Nucci di Milano, le cose si sistemano bene.
Non abbia paura dell'intervento per strabismo, si tratta di un atto chirurgico delicato ma poco cruento per l'occhio.
Per quanto riguarda il tema dell'ambliopia voglio che sappia che vi è una correlazione stretta fra potenziale recupero ed entità del difetto visivo, con una correlazione anche con entità del difetto ed età in cui tale difetto viene individuato
Cioè se un difetto è molto rilevante deve essere individuato precocemente per avere speranze di recupero. Nel caso vi sia strabismo, io stesso avevo fatto uno studio anni orsono, le possibilità di recupero sono paradossalmente migliori perchè il difetto viene individuato più precocemente, i genitori, infatti se ne accorgono e portano subito il bambino dall'oculista. Elementi utili a darle una risposta ancora più dettagliata possono essere entità del difetto, e visus al momento della scoperta del problema e visus attuale.
Ci aiuti a diffondere la cultura della necessità di controllare precocemente i bambini perchè i risultati siano sempre buoni, come, sono certo, saranno quelli che riguardano il Suo piccolo principe.
Un cordiale saluto
Roberto Magni

Domanda: Egregio Dottore, è vero che i difetti di vista sono ereditari? ( Andrea, Pavia)
Risposta: I difetti di vista non sono ereditari ma vi può essere una qualche predisposizione, se entrambi i genitori hanno difetti di vista rilevanti.

Domanda: Quali sono i fattori di cui occorre tenere conto nella correzione di un difetto visivo nel bambino? (Paolo, Legnano)
Risposta: Chiarito che vi sono casi nei quali è obbligatorio correggere un difetto visivo si prospetta il più ampio contesto nel quale il giudizio è più soggettivo. E’ bene considerare se il paziente ha bisogno di vedere meglio e se può sopportare la migliore correzione. Si deve correggere un difetto che impedisce di svolgere le normali mansioni per l’età del paziente. Un adolescente miope non potrà guidare il motorino se non porta la correzione giusta, un adolescente ipermetrope farà molta fatica a leggere e ad applicarsi se non opportunamente corretto. Per quanto riguarda i difetti visivi lievi: l’adolescente miope non metterà volentieri gli occhiali, perché si vergogna, e sarà un candidato ideale per l’uso di lenti a contatto a ricambio frequente; l’ipermetrope userà gli occhiali per fare i compiti nel chiuso della sua cameretta e toglierà gli occhiali non appena smetterà di studiare, in questo caso gli occhiali sono lo strumento correttivo ideale.

Domanda: Sono nonna di due bellissimi bambini di sette e dieci anni. Il maschietto di dieci anni è miope, e trascorre molto tempo davanti al televisore e alla playstation. Come devo comportarmi? Questo fatto puo’ compromettere la sua vista? In generale, si può fare qualcosa per migliorare un difetto visivo o per ridurne l’evoluzione? (Rachele, Varese)
Risposta: La miopia cresce durante l’adolescenza, l’ipermetropia invece si riduce spontaneamente.
In generale, dopo i sei anni:
non serve portare sempre gli occhiali
non serve non portare mai gli occhiali
non serve assumere vitamine e sali minerali
non serve non usare il computer
non serve non guardare la televisione
non serve stare lontano dalla televisione
non serve usare le lenti a contatto

Domanda: Caro dottore, alla mia piccola principessa con gli occhiali, cinque anni, è stato prescritto l’uso di occhiali. Che criteri devo seguire per scegliere la montatura? (Giorgia, Mantova)
Risposta: Gli occhiali per i bambini devono avere delle caratteristiche particolari:
1. di materiale leggero, meglio se plastica morbida, così da permettere una normale vita di relazione con gli altri bambini e non limitare i giochi.
2. Devono aderire bene al viso, quindi si può applicare un elastico alle stanghette, che li mantenga bene in posizione sul naso.
3. Devono essere ben centrati e piuttosto stabili, quindi avranno un “ponte” - cioè la parte che unisce le due lenti - basso, ed il margine superiore delle lenti poco sopra il sopracciglio. Il piccolo paziente tende, infatti, spesso a guardare verso l’alto.
4. Di costo limitato perché in un bambino gli occhiali vanno cambiati spesso, sia per l’usura maggiore che per l’evoluzione del vizio refrattivo


Domanda: Sono papà di un bimbo di quattro anni. Ho letto con interesse quanto riportato in questo sito nelle pagine dedicate alla prevenzione. Ma come posso accorgermi se mio figlio e’ ambliope? Grazie (Alfredo, Vengono Inf.)
Risposta: Caro signor Alfredo, se l'ambliopia riguarda entrambi gli occhi è facile per il genitore accorgersene poiché il bambino mostra chiaramente di non vedere: non segue con lo sguardo, non tende le mani verso gli oggetti, non impara a camminare. Se, invece, l'ambliopia interessa un solo occhio è più difficile rilevare il difetto, poiché il bambino mostra di vedere bene: impara anche a camminare, cade facilmente in quanto, senza la visione binoculare, non acquisisce la percezione della profondità. Le cause che generalmente determinano l'ambliopia possono essere classificate in tre categorie: strabismo, anisometropia ovvero differenza nei difetti di refrazione tra i due occhi (ad esempio, uno miope e l'altro ipermetrope) e deprivazione, quando cioè lo stimolo luminoso non riesce ad arrivare alla retina (cataratta congenita, ptosi palpebrale). "L'occhio pigro" è un difetto che interessa circa il 3 per cento dei bambini. Se correttamente affrontato e non sottovalutato, può essere felicemente risolto nella quasi totalità dei casi. La terapia consiste nell'occlusione dell'occhio sano, nell'utilizzo di lenti correttive e di varie forme di stimolazione che favoriscono il recupero visivo dell'occhio ambliope. L'intervento correttivo deve però avvenire in età pediatrica: controllo precoce equivale a riabilitazione sicura.

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