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L'Esperto Risponde
a cura del Dott. Roberto Magni

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Domanda: Sono nonna di due bellissimi bambini di sette e dieci anni. Il maschietto di dieci anni è miope, e trascorre molto tempo davanti al televisore e alla playstation. Come devo comportarmi? Questo fatto puo’ compromettere la sua vista? In generale, si può fare qualcosa per migliorare un difetto visivo o per ridurne l’evoluzione? (Rachele, Varese)
Risposta: La miopia cresce durante l’adolescenza, l’ipermetropia invece si riduce spontaneamente.
In generale, dopo i sei anni:
non serve portare sempre gli occhiali
non serve non portare mai gli occhiali
non serve assumere vitamine e sali minerali
non serve non usare il computer
non serve non guardare la televisione
non serve stare lontano dalla televisione
non serve usare le lenti a contatto

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Domanda: Caro dottore, alla mia piccola principessa con gli occhiali, cinque anni, è stato prescritto l’uso di occhiali. Che criteri devo seguire per scegliere la montatura? (Giorgia, Mantova)
Risposta: Gli occhiali per i bambini devono avere delle caratteristiche particolari:
1. di materiale leggero, meglio se plastica morbida, così da permettere una normale vita di relazione con gli altri bambini e non limitare i giochi.
2. Devono aderire bene al viso, quindi si può applicare un elastico alle stanghette, che li mantenga bene in posizione sul naso.
3. Devono essere ben centrati e piuttosto stabili, quindi avranno un “ponte” - cioè la parte che unisce le due lenti - basso, ed il margine superiore delle lenti poco sopra il sopracciglio. Il piccolo paziente tende, infatti, spesso a guardare verso l’alto.
4. Di costo limitato perché in un bambino gli occhiali vanno cambiati spesso, sia per l’usura maggiore che per l’evoluzione del vizio refrattivo

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Domanda: Sono papà di un bimbo di quattro anni. Ho letto con interesse quanto riportato in questo sito nelle pagine dedicate alla prevenzione. Ma come posso accorgermi se mio figlio e’ ambliope? Grazie (Alfredo, Vengono Inf.)
Risposta: Caro signor Alfredo, se l'ambliopia riguarda entrambi gli occhi è facile per il genitore accorgersene poiché il bambino mostra chiaramente di non vedere: non segue con lo sguardo, non tende le mani verso gli oggetti, non impara a camminare. Se, invece, l'ambliopia interessa un solo occhio è più difficile rilevare il difetto, poiché il bambino mostra di vedere bene: impara anche a camminare, cade facilmente in quanto, senza la visione binoculare, non acquisisce la percezione della profondità. Le cause che generalmente determinano l'ambliopia possono essere classificate in tre categorie: strabismo, anisometropia ovvero differenza nei difetti di refrazione tra i due occhi (ad esempio, uno miope e l'altro ipermetrope) e deprivazione, quando cioè lo stimolo luminoso non riesce ad arrivare alla retina (cataratta congenita, ptosi palpebrale). "L'occhio pigro" è un difetto che interessa circa il 3 per cento dei bambini. Se correttamente affrontato e non sottovalutato, può essere felicemente risolto nella quasi totalità dei casi. La terapia consiste nell'occlusione dell'occhio sano, nell'utilizzo di lenti correttive e di varie forme di stimolazione che favoriscono il recupero visivo dell'occhio ambliope. L'intervento correttivo deve però avvenire in età pediatrica: controllo precoce equivale a riabilitazione sicura.

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