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Prevenzione Visiva
a cura del
Dott.
Roberto Magni - Oculista
Tipologia dei difetti di vista e breve descrizione
Sono presenti alla nascita in una misura uguale come negli adulti.
E fondamentale capire che non tutti i difetti di vista sono uguali, ve ne sono infatti alcuni che sono più pericolosi di altri.
I difetti di vista sono legati alla forma e alla grandezza (lunghezza) degli occhi.
I difetti di vista sono di tre tipi:
Miopia: l’occhio è più grande di quanto dovrebbe essere, si parla di frazioni di millimetro, quindi non si riconosce, consente normalmente una buona visione da vicino e una cattiva visione da lontano. Cresce con il crescere dei bambini ma, anche se presente alla nascita, difficilmente dà problemi in quanto consentendo una discreta visione da vicino permette lo sviluppo della visione.
Ipermetropia: l’occhio è piccolo e permette una buona visione solo sforzando l’accomodazione, cioè la messa a fuoco. Se lo sforzo è eccessivo può dare strabismo o addirittura nistagmo, nella maggior parte dei casi richiede una correzione quando un bambino inizia la scuola, dal momento che allora, al difetto già presente per lontano, si somma lo sforzo che dobbiamo fare tutti per vedere da vicino.
Astigmatismo: l’occhio ha una forma particolare, è più schiacciato lungo un asse. Il paziente vede male sia da lontano, sia da vicino, questo è il difetto più pericoloso in quanto, oltre un certo livello, vedendo male non riesce a sviluppare la normale funzione visiva e rimane infantile, pigro, si chiama ambliope. L’ambliopia si corregge facilmente se il difetto viene individuato precocemente, mano a mano che ci si avvicina ai 6 anni si perde la possibilità di riabilitare la visione e dopo tale età nemmeno trattamenti prolungati possono essere efficaci. L’apparato visivo a 6 anni perde la naturale plasticità e se un occhio a quell'età è ancora pigro non vedrà mai più nemmeno con gli occhiali.
Anisometropia: non è un difetto indica invece una differente visione fra i due occhi, capita di frequente che vi sia una differenza fra i due occhi, e solo se tale differenza supera un certo valore uno solo dei due occhi diventerà pigro, cioè ambliope. Questa è la situazione che preoccupa maggiormente perché non dà quasi mai segno di sé. I genitori non se ne accorgono perché il loro figlio vede bene con l’altro occhio, e quando per caso se ne accorgono perdono molto tempo fra l’incredulità e le discussioni famigliari.
Va sottolineato che se il problema viene individuato precocemente si risolve con l’uso di occhiali, se, invece, il problema viene individuato a cinque o sei anni, si deve affrontare un lungo percorso di riabilitazione. Per riabilitare un occhio pigro si deve chiudere l’occhio sano per molte ore al giorno e per molte settimane, a volte mesi. Questi trattamenti sono davvero una tortura nei bambini.
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